Toccata e fuga a Londra

Ingredienti per una domenica fuori dal comune: 4 amiche, le loro 4 figlie di 7 anni, una città che è sempre un’ottima meta, un vettore low cost, una pazza idea buttata lì quasi per gioco, amiche intraprendenti, follia q.b.

Preparazione: prenotare con largo anticipo il volo A/R in giornata, cercare qualche info on line, partire, divertirsi un sacco!

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Può sembrare una pazzia, ma è proprio quello che abbiamo fatto, visitare Londra in un giorno. Visitare è una parola grossa, forse è meglio dire assaggiare, intravedere. Ma in ogni caso è stata un’esperienza grandiosa.

E’ andata così…

una domenica di fine estate stavo navigando sui vari siti di viaggi che frequento abitualmente, quando mi imbatto in un racconto di un viaggio a Londra. “Che idea carina!” penso, “è da tanto che non vado a Londra!”. E in nanosecondo si è accesa la lampadina: sarebbe una meta favolosa per un week end con le bambine, non l’hanno mai vista! Ma un week end tra amiche con figli anche piccoli in periodo di scuola/lavoro è difficile da organizzare… aspetta che cerco un’altra soluzione… mmmm… Ryanair fa due voli al giorno da Bologna… interessante… e in autunno costano pochissimo! Prendo il telefono e butto l’idea in chat: Londra in un giorno, domenica 20 novembre, mamme e bimbe, chi ci sta? in men che non si dica ho già 8 biglietti belli e stampati!

Bene, abbiamo la data e l’aereo. E ora? Cerchiamo in rete informazioni su cosa si può sperare di vedere in poche ore! I blog sono una miniera di informazioni, e in breve scopro che per raggiungere velocemente il centro occorre prenotare il Stansted express per Liverpool Street Station, e poi per l’aeroporto in serata. Fatto. Poi scopro che nel week end alcune linee della metro potrebbero essere chiuse per lavori, e dunque controllo sul sito dei trasporti londinesi e ipotizzo un itinerario che tenga conto di queste limitazioni. Che altro? La sterlina è debole in questo periodo, aprofittiamone e scambiamo qualche soldo.

Ed eccoci finalmente al 20 novembre: tutto pronto, macchina fotografica e smartphone carichi, un bacio a papino e via che si va!

Atterriamo all’aeroporto di Stansted in perfetto orario, anche un po’ in anticipo, e passati i controlli cerchiamo subito il punto da dove parte il nostro treno. Devo dire che in generale ho notato una scarsa propensione dei londinesi ad esporre indicazioni, nessun cartello che indicasse come raggiungere i treni, e in più, essendo costretta a chiedere ad un operatore, ho rispolverato la classica figura dell’inglese snob che si sente superiore e che , alla tua domanda in perfetto inglese, ti risponde controvoglia e sogghignando… ma tant’è… probabilmente è uno di quei cretini che hanno votato per la brexit…

Raggiunta finalmente Liverpool Street Station possiamo acquistare la nostra Oyster Card, che ci permetterà di viaggiare tutto il giorno con metro e bus a sole 6,5 sterline (le bambine non pagano nulla).

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La prima tappa è l’Eros di Piccadilly Circus: qui assistiamo inaspettatamente alla Christmas Toy Parade, una bellissima parata con i personaggi dei cartoni animati della BBC in versione pupazzo animato o gonfiabile gigante! Abbiamo così incontrato il Postino Pat, il Pompiere Sam, i Teletabbies, ma anche Kate e Min Min, Peppa Pig, e tantissimi altri, per la gioia delle nostre bimbe! Un fuori programma entusiasmante!

Dopo questo bell’inizio ci spostiamo a Buckingham Palace, e da lì con una bella passeggiata alla zona di Westminster, per vedere il Big Ben e la House of Parliament, la Westminster Abbey, il fiume e la London Eye.

Mezzogiorno è passato da un po’, così ci concediamo una pausa per il pranzo, ma questo ci fa perdere più tempo del previsto, e complice la chiusura della linea gialla e di alcune fermate di altre linee nella zona centralissima, non possiamo rischiare di perdere altro tempo e ci accontentiamo di vedere lo Shard solo da lontano. E’ già tempo di riavvicinarci all’aeroporto, purtroppo…

Ripercorriamo la strada della mattina al contrario, da Liverpool Street a Stansted, dove spendiamo le ultime sterline in souvenir e per consumare la cena. Da lì il volo per Bologna e poi finalmente a letto!

La nostra piccola fuga a Londra è stata una di quelle esperienze di cui parleremo per anni, ricordandoci di come le bimbe siano state resistenti, di come abbiamo sbagliato autobus o di quanta gente abbiamo sentito parlare in italiano per le vie della città; una di quelle esperienze che rinsaldano le amicizie, se mai ce ne fosse stato bisogno, e infine una di quelle esperienze che viste dall’esterno provocano di certo qualche perplessità (mi sembra di sentirli parlare sottovoce appena mi sono girata “ma cosa riescono a fare in un giorno?” “che follia!” “ma si può?”), ma anche, lo so benissimo, tanta invidia, per il coraggio e la gioia di vivere che abbiamo e che molti non riescono ad esprimere per paura, per pigrizia, per snobbismo, o semplicemente per accidia. Ma io non me ne curo, anzi, dico a tutti che la vita à meravigliosa, il mondo è lì fuori ed è affascinante, e dico che stare fermi uccide, che ogni occasione è buona per crescere, anche una domenica a spasso per una città nuova, che le cose belle accadono quando sei nella condizione di riconoscerle, che se non affronti le novità con entusiasmo nulla sarà mai in grado di stupirti, e che la tua bambina che è la tua ragione di vita che mentre la metti a letto esausta sboffonchia un “grazie mamma” che sa di buono ti riempie il cuore, e allora va tutto bene perché hai fatto qualcosa di buono per qualcuno che ami, le hai regalato un pezzo di mondo e di vita che nessuno potrà portale via, e hai costruito un ricordo che non ha prezzo.

 

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